domenica 23 luglio 2017

SISTEMA IMPRESA

05-05-2017

«Necessarie nuove regole e più chiarezza su Taxi e NCC»

Intervista ad Alfonso Riva, presidente di FAI Trasporto persone sulla necessità di ripensare le regole del settore mobilità




È ormai evidente la necessità di ripensare le regole del settore mobilità e di fare chiarezza su diritti e doveri di Taxi e NCC.

Ne abbiamo parlato con Alfonso Riva, presidente di FAI trasporto persone

 

Secondo l’Antitrust la legge che regola il settore della mobilità non di linea, taxi e Ncc è «ormai vecchia di 25 anni» (legge n.21 del 15 gennaio 1992). In che modo è possibile aggiornare la normativa per far fronte all’evoluzione del mercato?

A mio parere la legge non è vecchia, ma semplicemente mal formulata: infatti questa legge è stata scritta, come la modifica del 2008, solo da tassisti che hanno guardato il settore solo dal loro punto di vista. La colpa è anche nostra che all’epoca non avevamo nessuna coscienza della categoria e, grazie anche al periodo economicamente favorevole, pensavamo solo a lavorare senza avere una visione del futuro.

 

Si parla molto della necessità di attuare una deregolazione dal basso che sia in grado di produrre benefici per i consumatori. Quali sono le vostre proposte?

Le deregolarizzazioni non sono mai positive in quanto la mancanza di garanzie porta anche ad un impoverimento dell’offerta. Qui si parla di “avere la moglie ubriaca e la botte piena”, non si può. I servizi di qualità vanno pagati e in uno stato come l’Italia sotto un certo limite si rischia di avere fenomeni di risparmio per sopravvivenza che non garantirebbero la sicurezza dei trasportati. Se continuiamo ad abbassare i prezzi del trasporto come NCC rischiamo di fare il lavoro dei parataxi con auto di livello superiore (NCC Mercedes, Taxi Toyota Prius) che non potremmo permetterci di mantenere, e semplicemente per far piacere a qualche cliente che vuole apparire usando un servizio di pregio pagandolo come un servizio standard.

 

L’offerta taxi è insufficiente. È auspicabile e funzionale una piena equiparazione tra operatori taxi e Ncc?

Non siamo soliti parlare dei Taxi, ma personalmente non penso che l’offerta taxi sia insufficiente, al massimo è mal gestita. Poi se c’è qualcuno che vuole schioccare le dita e avere immediatamente il taxi durante le ore di punta, dovrebbe anche trovare una soluzione per quei momenti dove i parcheggi taxi sono pieni per ore. Io piuttosto comincerei a parlare di traffico e di accessi alle città. Non si può pensare che il Taxi voli quando le strade sono intasate di auto. Qualche responsabilità ce l’hanno anche le amministrazioni cittadine che non sembrano eccellere nella pianificazione della viabilità specialmente durante gli eventi più importanti. Forse un po’ di umiltà da parte di questi funzionari/politici farebbe bene ai trasporti. E’ così difficile collaborare con noi? Eppure siamo professionisti del settore.

 

Perché è importante non limitare su base territoriale l’attività degli operatori Ncc ed evitare ogni forma di contingentamento delle autorizzazioni Ncc rilasciate dalla amministrazioni?

Questo e il pensiero di alcuni, ma io non sono completamente d’accordo. Si vuole far passare una anomalia creata da amministrazioni incompetenti per il problema centrale. Anche oggi se un cliente mi chiede di accompagnarlo in un viaggio di più giorni in giro per l’Italia posso tranquillamente farlo e non ho nessun vincolo territoriale. Il vincolo territoriale ce l’ho quando, per causa di amministrazioni incompetenti, ho bisogno di una autorizzazione in più e l’amministrazione del territorio dove opero, a prescindere da fattori oggettivi, non ne vuole rilasciare di nuove. Succede quindi che alcuni operatori sono andati in cerca di autorizzazioni parcheggiate nei cassetti di altri comuni, anche lontani centinaia di km, per sopperire a queste mancanze. Tutto questo è poi degenerato negli ultimi anni in una forma di ammortizzatore sociale o peggio ancora come scambio di favori o voti per alcune amministrazioni che sono state anche indagate da varie procure. E logico che una autorizzazione rilasciata dal comune di Palermo debba operare nel proprio territorio e non nel territorio di Roma o Milano. Va rivisto il sistema di rilascio delle autorizzazioni, non nel senso autorizzazioni a tutti, ma nel senso che se per motivi oggettivi un territorio necessita un numero maggiore di autorizzazioni queste vengano rilasciate ad operatori in regola con i requisiti.

 

Che cosa ne pensa del servizio Uber Pop? E’ d’accordo con l’Antiturst che ha proposto un registro pubblico delle piattaforme informatiche oltre ad una serie di requisiti e obblighi per gli autisti? 

 Io sono completamente contrario a quel tipo di servizio, con o senza registro. Chi opera come NCC o Taxi ha tanti obblighi e al momento del controllo se non in regola ne paga le conseguenze. Questo non succederebbe con questo tipo di servizio raffazzonato. Chiunque trasporti persone al di fuori della sua cerchia personale di amicizie o famigliare deve avere delle responsabilità oggettive e soggettive nei confronti di chi trasporta. Questo non succede ne dal punto di vista della sicurezza ne dal punto di vista assicurativo. 

 

L’obiettivo di avvantaggiare i consumatori finali determinerà una diminuzione del valore delle licenze taxi in circolazione. E’ corretto prevedere delle compensazioni?

 Come detto prima non mi occupo di Taxi

 

Avete in mente una road map da sottoporre al governo nazionale? Quali sono le priorità e le prospettive?

 Già da parecchi anni che abbiamo proposto un revisione di legge al ministero che fino ad ora non ha trovato riscontro. Ultimamente abbiamo, dietro richiesta del MiT e del Mise, suggerito alcune modifiche al testo del ddl proposto dai 2 ministeri e continuiamo a spingere la nostra proposta di revisione per la scrittura di una nuova legge. Siamo aperti al confronto anche con i tassisti, infatti pensiamo che una legge buona possa nascere solo se proposta da entrambe le categorie. Auspichiamo che il nostro invito venga accolto dalle loro sigle.

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