giovedì 21 settembre 2017

SISTEMA IMPRESA

08-09-2017

Estate 2017. In Italia è boom di turisti

«Ora bisogna farne un volano per l’economia del Paese». L’intervista a Berlino Tazza, presidente di Sistema Impresa




Secondo una recente indagine Enit, l’Agenzia Nazionale per il turismo, le prenotazioni di viaggi verso l’Italia nel periodo estivo sono cresciute: +9,3% di turisti europei e oltreoceano hanno scelto l’Italia come meta per le vacanze. In testa russi, spagnoli , austriaci e ungheresi, seguiti da americani e canadesi, cinesi e coreani.

Dei 131 Tour Operator intervistati da Enit (78 europei e 53 di oltreoceano), il 77,6% ha infatti rilevato una crescita della destinazione Italia, il 13,5% ha constatato una situazione di stabilità e solo il 8,9% una flessione in confronto all’andamento delle vendite per lo stesso periodo del 2016.

 

Positive anche le notizie dal fronte interno: + 3,2% gli italiani che hanno fatto le vacanze (rispetto al 2016). Di questi, il 78,6% ha scelto di stare proprio in Italia. Il mare ad agosto resta la meta più gettonata e la vacanza media è stata di circa 10 giorni. Anche se gli italiani hanno speso circa il 4% in meno rispetto al 2016, leggiamo positivamente il fatto che si siano concessi almeno un giorno di vacanza. Il giro d’affari complessivo del sistema turistico ammonta a 22 miliardi di euro, segnando così un +2,2% rispetto ai 21,5 miliardi dell’estate 2016.

 

Una buona stagione, insomma,  per il nostro Paese. Ne abbiamo parlato con Berlino Tazza, presidente di Sistema Impresa, confederazione nazionale che rappresenta oltre 30.000 imprese del turismo in tutta Italia.

 

 

Presidente, a cosa possiamo ascrivere questo positivo incremento?

Le motivazioni della crescita sono ascrivibili a più fattori, alcuni di natura fisiologica, altri di natura storico sociale.

L’Italia è senz’altro una meta turistica appetibile. Da sempre. L’Italia offre opportunità e soddisfa le esigenze di più target. Troviamo il mare, la montagna, i laghi, le città d’arte, variegati eventi culturali, enogastronomici, molta natura e percorsi naturalistici importanti a cui spesso è legata la possibilità di fare sport. Ricordiamoci che  l'Italia è il paese che detiene il record di maggior numero di patrimoni dell'umanità dell’Unesco nel mondo con 53 beni nella lista nel 2017.

Se caliamo questo dato nella storia recente dobbiamo, aimè, prendere in considerazione anche altri due fattori determinanti: l’andamento socio-economico degli altri stati Europei e d’oltreoceano è migliore rispetto al nostro e, in modo particolare Germania, Austria, ma anche Spagna, Francia e Regno Unito, hanno in previsione un significativo aumento del PIL. Ciò rende il nostro Paese “conveniente” per gli stranieri in relazione al tipo di prodotto che offre, appunto la varietà di offerta.

Altro fattore da non sottovalutare è senz’altro l’assenza di attentati terroristici nel nostro Paese. Lo studio Enit ha infatti constatato come molti stranieri abbiano scelto la meta anche sulla base della sicurezza e dei paesi considerati a “basso rischio”.

 

 

Le aziende del settore si dicono soddisfatte della stagione?

Senz’altro hanno tirato un sospiro di sollievo. Non tutti gli imprenditori delle varie Regioni hanno potuto godere di un incremento significativo. Per esempio: la Sardegna, la Puglia, la Sicilia, la Campania, la Liguria e l’Emilia Romagna sono andate molto bene. Degni di nota anche i laghi, il  Trentino Alto Adige, il Veneto, il Friuli e la Valle d’Aosta. Mantengono numeroso presenze tutte le principali città d’arte. Per altre regioni come Marche, Abruzzo, Calabria, Basilicata, nonostante siano posti meravigliosi sia a livello culturale che a livello naturalistico e gli operatori siano ben preparati ad accogliere il turista, la stagione è andata meglio dello scorso anno ma non bene come in realtà potrebbe. Anche in questo caso le ragioni possono essere molteplici, mi viene in mente l’Abruzzo, purtroppo colpito dal sisma e quindi meno ricercato come meta. E allora si apre un capitolo ben più ampio sulle opportunità che l’intero settore dovrebbe poter avere.

 

 

Da anni si dice che l’Italia deve valorizzare il proprio patrimonio e farne un volano per il turismo. Ma anche le strutture di accoglienza devono aggiornarsi e stare al passo con i tempi. Cosa si può fare per far esplodere fino in fondo le potenzialità del settore?

Sicuramente si può fare molto e migliorare il sistema di accoglienza sotto tanti punti di vista. Se da un lato le imprese del turismo spesso non si sono modernizzate andando incontro alle esigenze del turista 2.0, dall’altro non sempre sono state messe nella condizione di poterlo fare. La pressione fiscale troppo elevata sia per i turisti che per gli imprenditori che sono quindi messi nella condizione di non poter prevedere investimenti di naturale materiale e immateriale per modernizzare i propri servizi. Il costo del lavoro è pesante per le imprese, tanto più se aggiungiamo che le nuove norme sulla regolarizzazione dei dipendenti occasionali, di cui il turismo vive, sono arrivate a stagione inoltrata. A queste difficoltà  che minano lo sviluppo efficace e stabile del turismo in Italia potremmo aggiungere il grave problema dell’abusivismo e la mancanza di collegamenti logistici efficaci.

 

 

Quale apporto può dare la confederazione Sistema Impresa allo sviluppo del sistema turismo Italia?

Senz’altro continueremo a rappresentare nei tavoli opportuni composti da Istituzioni e rappresentati del settore le istanze e le necessità degli imprenditori e a proporre la nostra visione di sviluppo del turismo. Città per città, regione per regione, grazie all’ottimo lavoro che svolgono i nostri rappresentanti delle articolazioni distribuite in tante province italiane, continueremo a suggerire le strategie più adeguate per lo sviluppo del singolo evento, delle tante e variegate reti museali, a promuovere lo sviluppo delle infrastruttura adeguate per incentivare l’arrivo di visitatori nei centri. Tutte azioni che vanno, a lungo termine, a beneficio dei nostri associati dei diversi territori. Dico di Comune in comune poiché l’Italia va valorizzata pezzo per pezzo. Ogni borgo, rione, monumento, paesaggio cela storia e cultura che potremmo salvaguardare e valorizzare creando lavoro e opportunità a tutto il tessuto economico coinvolto.

Continueremo inoltre a fornire alle imprese associate consulenza, facilità nell’accesso al credito, formazione per renderle competitive sul mercato.

In modo particolare grazie al Fondo Formazienda le aziende aderenti hanno la possibilità di formare il loro personale senza costi aggiuntivi su tematiche determinanti per il turismo come ad esempio le lingue straniere, il marketing, la storia e la cultura dei territori, le public relation.

Siamo convinti che con impegno da parte di tutti, a partire dalle istituzioni appunto, il sistema turistico italiano possa decollare: i buoni risultati dell’estate 2017 non devono solo confortarci ma farci riflettere per programmare con serietà la vera e propria – e aggiungerei tanto auspicata – rinascita di uno dei settori che potrebbe realmente sorreggere l’intera economia italiana.

 

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