mercoledì 18 ottobre 2017

SISTEMA IMPRESA

07-09-2017

«Più garanzie nel rapporto tra clienti e banche»

Sistema Impresa ed Ente Italiano di Normazione (UNI) al lavoro per creare chiarezza e trasparenza nel rapporto tra banche e clienti. Definite le prassi di riferimento per la figura del Consulente Tecnico di Parte




Garantire la tutela del cliente e creare le condizioni per un rapporto limpido con il sistema bancario, attraverso una prassi chiara e trasparente per l'attività del «Consulente tecnico di parte». Un obiettivo importantissimo, soprattutto in un momento come quello attuale in cui domina la sfiducia proprio nei confronti del mondo bancario.

 

Per questo motivo Sistema Impresa ha voluto promuovere e realizzare insieme all’Ente Italiano di Normazione UNI una nuova prassi «per giungere - come spiega il presidente di Sistema Impresa Berlino Tazza - alla definizione di requisiti chiari in termini di conoscenza, abilità e competenza che un Consulente Tecnico di Parte deve possedere nella sua attività di tutela degli interessi del cliente». Il tutto attraverso un’azione della Confederazione che prevede anche «il finanziamento di corsi di formazione in una logica virtuosa di Lifelong learning, con l’obiettivo di favorire la formazione di figure professionali di alto livello come previsto dalla prassi».

 

Il tutto è stato anche al centro di un convegno tenutosi mercoledì 17 maggio a Milano presso la sede di UNI. Come ha ricordato il presidente di Sistema Impresa Berlino Tazza aprendo il convegno, «il sistema bancario e finanziario è per sua natura particolarmente complesso e, stante lo scarso livello di conoscenza generalizzata della materia, accade di frequente che la controparte non-bancaria eserciti la cosiddetta litigation option solo nel momento in cui l’esito delle operazioni non viene considerato soddisfacente e in linea con le aspettative, determinando molto spesso il ricorso ad azioni giudiziali». Una condizione che crea di fatto un ostacolo che va rimosso, ha ricordato Tazza, in ottemperanza a quanto prevede l'articolo 3 della nostra Costituzione. In questo processo è centrale la figura del Consulente Tecnico di Parte, figura «dotata di competenze tecniche e giuridiche, tali da favorire una piena comprensione del funzionamento degli strumenti e dei servizi finanziari. Non esiste però una precisa definizione di buone prassi nella conduzione dell’assistenza tecnica in ambito bancario-finanziario con il rischio che anche soggetti non qualificati possano svolgere tale attività con metodi e comportamenti spesso discutibili e poco professionali».

 

Ecco allora che Sistema Impresa, ha ricordato Tazza, ha voluto promuovere e realizzare insieme ad UNI una nuova prassi «per giungere alla definizione di requisiti chiari in termini di conoscenza, abilità e competenza che un Consulente Tecnico di Parte deve possedere nella sua attività di tutela degli interessi del cliente». Il tutto attraverso un’azione della Confederazione che prevede anche «il finanziamento di corsi di formazione in una logica virtuosa di Lifelong learning, con l’obiettivo di favorire la formazione di figure professionali di alto livello come previsto dalla prassi»

 

Secondo il presidente di UNI Pietro Torretta, «questa azione di sicurezza in ambito finanziario si pone per il nostro Ente come un prolungamento dell'azione già messa in atto per la sicurezza in ambito lavorativo, domestico, informatico e urbano». Si tratta di un settore delicato e sentito dalla gente, e «proprio per questo non si può permettere che le regole siano determinate solo da chi fornisce il servizio, ma devono tenere sempre più conto dell'ottica e dell'interesse di chi il servizio lo riceve». Da questo punto di vista il rapporto con Sistema Impresa è fondamentale: «Sono i corpi intermedi come Sistema Impresa che permettono di mediare e di rappresentare al meglio le esigenze dei fruitori dei servizi, compreso quello finanziario. L'iniziativa relativa alle competenze del Consulente Tecnico in ambito finanziario è un'innovazione: la proposta è arrivata da Sistema Impresa, noi l'abbiamo accolta e sviluppata, e l'esito è la prassi di riferimento che oggi presentiamo».

Il convegno del 17 maggio si è articolato in diversi momenti. Nel primo momento, dal titolo «Le istituzioni: inquadramento del contesto, criticità e scenario», sono intervenuti Francesco Pipicelli, giudice in Biella, Marcella Caradonna, presidente dell'Ordine dei Commercialisti di Milano, Carla Romana Raineri, consigliere della Corte d’Appello di Milano, Bruno Barbieri, vicepresidente Nazionale CODACONS, e Chiara Valcepina, consigliere dell'Ordine degli Avvocati di Milano. La prassi di riferimento per i Consulenti Tecnici di Parte è stata poi presentata nel dettaglio da Paolo Cucurachi, professore ordinario di Economia degli Intermediari finanziari all'Università Bocconi e project leader del tavolo che ha portato alla definizione della prassi. Le conclusioni sono poi state affidate al direttore generale di UNI, Ruggero Lensi.

 

Il professor Cucurachi, nel suo intervento, ha ricordato che «l'obiettivo di questa prassi è quella di ridurre il continuo contenzioso tra banche e clienti». Le criticità principali di questa situazione «riguardano il fatto che i contratti bancari risultano spesso complessi e aleatori. In caso di risultati negativi, il Consulente deve chiarire se tutto ciò è stato frutto di un comportamento non corretto da parte del sistema bancario». Le prassi presentate sono poi, secondo Cucurachi, il primo passo verso una vera e propria Certificazione dei Consulenti, che prenda spunto dai risultati del lavoro fatto da Sistema Impresa e UNI. Un passo importante nel sistema della certificazioni, che potrà permettere di rendere più sicuro e trasparente il mondo finanziario, a tutela del cliente.

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