mercoledì 13 novembre 2019

SISTEMA IMPRESA

20-06-2019

«Innovazione: settore trasversale dell’impresa»

Tazza interviene al Strategic Innovation Summit organizzato da Assodel a ModenaFiera




Modena, 19 giugno 2019 -  Si è tenuto ieri, presso Modena Fiera, il Strategic Innovation Summit, la conferenza nazionale organizzata annualmente da Assodel, l’associazione che raccoglie le principali realtà imprenditoriali italiane che operano nel settore dell’industria elettronica e che aderisce a Sistema Impresa. Quest’anno il convegno è stato dedicato alle strategie di business per innovare.

 

Congressi, conferenze e workshop - con focus sul mercato di veicoli elettrici – hanno lo scopo di creare momenti di ispirazione sull’innovazione tecnologica a manager e imprenditori che durante il summit hanno potuto avere spunti e nuovi modelli di business cui ispirarsi, hanno toccato con mano le eccellenze italiane della mobilità elettrica e hanno avuto un occasione in più per fare network tra aziende del settore  e-mobility e della filiera elettronica.

 

Nell’ambito del sezione “mercato e nuove opportunità” è intervenuto anche il presidente di Sistema Impresa, Berlino Tazza: «L’innovazione non è riconducibile unicamente alla tecnologia: la tecnologia è solo un aspetto dell’innovazione; questa riguarda ogni impresa e ogni singola area dell’impresa: l’innovazione non è un settore, ma una dimensione trasversale dell’impresa. Essa riguarda non solo il settore della ricerca ma anche lo sviluppo di nuovi prodotti, la gestione dei processi aziendali interni, la gestione delle persone, la strategia dell’impresa, il processo di commercializzazione, la gestione delle tecnologie dell’informazione. Si può essere innovativi, in altri termini, introducendo sul mercato un nuovo prodotto oppure migliorando il processo di produzione in termini di efficacia, efficienza e, quindi, di economicità; oppure adottando soluzioni organizzative più flessibili e più veloci. Si può innovare riducendo i tempi, ma anche dilatando gli spazi, cioè trovando altri mercati. Le imprese innovative considerano fondamentale il rapporto con i clienti, le cui domande stimolano l’innovazione, in riferimento alla produzione non meno che ai servizi. Lo stesso si può dire in riferimento ai fornitori. Peraltro, in questo processo, la piccola impresa, più flessibile e veloce quanto al processo decisionale, si trova avvantaggiata rispetto alla grande impresa. Nell’economia della conoscenza ritorna centrale la persona umana, con la sua educazione, i suoi desideri e bisogni, la sua capacità creativa e la sua capacità di fiducia, ben lungi dalla concezione della “forza lavoro” dell’economia fordista. In altri termini l’innovazione, prepara l’innovatore, non è un fatto episodico, ma deve poter durare per tutto l’arco della vita. Occorre ancora creare una comunità consapevole che il processo di innovazione, indissolubilmente legato al tema della formazione continua, non sia secondario. Lo sviluppo di una comunità è legato alla voglia di crescere e la voglia di crescere porta con sé, intrinsecamente, la propensione ad innovarsi. Ancora una volta “si vis civitatem, para cives!”»

 


«Penso che Assodel abbia fatto un ulteriore passo in avanti nella logica di pensare sempre più alla filiera dell’elettronica» commenta  Maurizio Maitti, presidente di Assodel «dando ai propri soci la possibilità di supportare tanto i clienti quanto i fornitori nella ricerca di un gioco realmente a somma positiva. La distribuzione elettronica è sempre stata trade union a valore aggiunto, tra i produttori di componenti ed i potenziali utilizzatori,  impegnandosi a promuovere nuove tecnologie presso mondi sempre più pervasi di elettronica. Oggi la sfida è quella offrire soluzioni a tutta la filiera promuovendo le idee innovative che, a differenza dei prodotti, non si possono facilmente reperire sul WEB: la distribuzione non sarà più vista come un filtro tra i propri fornitori ed i propri clienti, ma come un facilitatore che azzeri sempre più le barriere tra domanda ed offerta, facendosi promotore del processo di demand creation presso le istituzioni politiche ed associative».

E chiude Maitti: «Il Summit dello scorso 19 giugno ha raccolto il maggior interesse proprio nelle presentazioni di come le aziende produttive abbiamo applicato le tecnologie promosse dalla distribuzione e di come il concetto di integrazione e condivisione delle esperienze sia viatico per la crescita di tutto il comparto. Nostro compito perseverare perchè sempre più aziende italiane abbiano visibilità e accesso ai mercati internazionali per promuovere l’eccellenza che caratterizza buona parte del made in Italy. Nostro desiderio far conoscere alla politica quanto di buono ci sia nella PMI e quanto poco in termini di investimenti pubblici sia sufficiente per supportare questo progetto di comunicazione e sviluppo».

 

 

 

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