martedì 22 ottobre 2019

SISTEMA IMPRESA

28-06-2019

«Più sicurezza per le nostre imprese»

Sistema Impresa citata nel Report 2018 dell’Inail. Tazza: «Motivo di orgoglio. Premiato l’impegno della Confederazione nel tutelare e diffondere la cultura della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro»




ROMA – Lo scorso 26 giugno presso la Sala Della Regina a Montecitorio, davanti al premier  Giuseppe Conte, al Ministro del lavoro Luigi Di Maio e alle istituzioni, il presidente dell’Inail Massimo De Felice ha illustrato un’importante relazione sulla situazione generale del Paese in merito alla Sicurezza nelle imprese. Un quadro piuttosto allarmante che ha palesato la necessità di insistere sulla cultura della sicurezza. Nel consueto Report annuale 2018 dell’Inail è stata citata anche Sistema Impresa per l’importante lavoro svolto finalizzato a diffondere le buone prassi di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nelle PMI del terziario. «Una menzione riservata solo a coloro che collaborano in maniera pro attiva con l’Istituto nazionale contro gli infortuni sul lavoro» commenta Berlino Tazza, presidente di Sistema Impresa. «Un traguardo che, sul piano istituzionale, costituisce senz’altro motivo di orgoglio e che ci sprona a fare sempre di più»

Sviluppare la cultura della sicurezza sul lavoro al fine di prevenire e contrastare il fenomeno del lavoro sommerso e irregolare e ridurre in maniera sistematica gli eventi infortunistici  sono sempre stati obiettivi prioritari per Sistema Impresa. «La collaborazione con Inail dura ormai da anni» spiega Tazza. Sistema Impresa infatti ha elaborato con Inail due importanti progettualità, una nazionale ed una territoriale. 

Di sicurezza sul lavoro nelle imprese italiane e dei progetti sviluppati con Inail abbiamo parlato nell’intervista con il presidente Tazza.

 

Presidente, ci parli della situazione generale della sicurezza sul lavoro nel nostro Paese e in particolare nel terziario?

Purtroppo, come sottolineato anche nella Report Inail 2018, gli infortuni mortali sul lavoro sono in aumento. Secondo la relazione presentata lo scorso 26 giugno presso la Sala Della Regina a Montecitorio dal presidente Massimo De Felice, nel primo quadrimestre 2019 le denunce di morti bianche sono state 303, in crescita del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2018. Nel 2018 le denunce di infortunio mortale sono state 1.218, il 6% in più del 2017; gli infortuni mortali accertati, 704, il 4% in più dell’anno precedente. Di questi 421, cioè circa il 60%, sono avvenuti «fuori dall’azienda», cioè con mezzo di trasporto o in itinere, e 35 casi sono ancora in istruttoria. Dati che sottolineano ancor più la necessità di diffondere la cultura della sicurezza in azienda e che ci fanno dire che il lavoro fatto sin qui era necessario, ma non ancora sufficiente. Dobbiamo continuare con maggior vigore. Nello specifico, il settore terziario è eterogeneo e spesso, specialmente in relazione alle micro, piccole e medie imprese, viene erroneamente considerato esente da rischi per i lavoratori. In verità non è così. La realtà produttiva italiana vede una presenza significativa di aziende che operano in quest'ultimo settore economico con un numero di occupati sempre crescente. Qui, occorre creare, tanto nei datori di lavoro quanto nel lavoratore, sempre maggiore consapevolezza fornendo loro strumenti culturali e pratici adeguati alla prevenzione. 

 

Perché secondo lei fatica ad attecchire la cultura della sicurezza sul lavoro?

Sono proprio le piccole imprese ad essere meno attente sul tema sicurezza sul lavoro poiché, spesso, manca un’istruzione specifica circa le regole e conseguentemente una vera e propria cultura della prevenzione. La mentalità frequente nelle piccole realtà imprenditoriali è purtroppo quella di considerare la valutazione dei rischi e la formazione in materia di sicurezza, come un mero adempimento burocratico. Nei lavoratori spesso manca una percezione del rischio aderente alla realtà, ma anche gli stessi datori di lavoro non pretendono dai propri dipendenti il rispetto delle norme di sicurezza. Da queste lacune derivano altri problemi, tra cui la poca consapevolezza e l’assenza di “professionisti” a rappresentare i lavoratori sul tema sicurezza. Un altro ostacolo alla diffusione della cultura della sicurezza sul lavoro è legato alle risorse economiche che spesso scarseggiano nelle piccole realtà che, erroneamente, tendono a ridurre le spese legate proprio all’attività di prevenzione. Per queste ragioni il nostro sistema associativo si spende da anni in tal senso non solo per diffondere la cultura ma anche per ridurre le spese nelle imprese che investono in sicurezza.

 

Come?

Attraverso l’Ebiten, l’ente bilaterale del terziario, Sistema Impresa eroga il servizio di responsabile della sicurezza territoriale, in sigla RLST. Se i lavoratori di un’impresa non vogliono eleggere un RLS interno e dichiarano di volersi avvalere del RLS territoriale, il datore di lavoro può fare richiesta di adesione ad Ebiten e richiedere il servizio di RLST, gratuito se l’azienda applica un CCNL di Sistema Impresa, diversamente a pagamento aderendo ad Ebiten con un contributo annuale di  30 euro a dipendente. Il servizio RLST consente di avere a disposizione, in tempi brevi, professionisti specializzati in materia di prevenzione, protezione, salute e sicurezza sul lavoro e in grado di adempiere agli obblighi prescritti dalla legge. Il suo compito sarà quello di contribuire a realizzare un’effettiva prevenzione dei rischi secondo quanto disposto dal D.lgs. 81/08.

Attraverso il Fondo Formazienda, inoltre, è possibile finanziare la formazione per le imprese che intendono programmare interventi formativi circa la “Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”, obbligatoria e “su misura”.

 

E per quanto riguarda la diffusione della cultura e della sicurezza sul lavoro ?

La collaborazione con Inail risale al 2015. Due i progetti elaborati. Quello nazionale ha la finalità di diffondere dei modelli di organizzazione, gestione e controllo (MOG) inerenti la salute e la sicurezza in aziende riferibili al terziario, in particolare riconducibili al turismo e ai servizi alla persona e alle imprese. Ciò consente alle imprese che desiderano adottarli di avere degli “esempi” da seguire con il risultato di limitare i margini di errore. L’informatizzazione dei Mog, la definizione degli stessi in opuscoli consultabili e l’organizzazione di workshop e seminari sul tema ci consente di raggiungere quante più imprese possibili con la finalità, si diceva, di “viralizzare” le buone prassi legate alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.  Le azioni di monitoraggio, ci consentono di effettuare variazioni nelle modalità di diffusione e soprattutto di verificare se il metodo di lavoro funziona. Le aziende che vi aderiranno avranno degli incentivi e della premialità.

 

E il progetto territoriale?

Lo abbiamo ideato in collaborazione con Inail Cremona e ATS Val Padana. In pratica: l’ente bilaterale regionale, Ebiten Lombardia, mette a disposizione il suo repertorio di RLST che si recano direttamente nelle imprese cremonesi disponibili a “perfezionare” le loro prassi inerenti la salute e la sicurezza. Il progetto si concretizzerebbe in tal modo: una volta individuate dal RLST di Ebiten Lombardia le aziende disponibili alla sperimentazione e raccolte le schede di adesione al progetto, la cabina di regia – di cui oltre ad Ebiten, fanno parte Inail Cremona e ATS Val Padana – effettuerebbe un’analisi dei sistemi adottati in azienda ed elaborerebbe i dati rilevati per procedere alla definizione di un manuale “buone prassi”. In una seconda fase gli RLST tornano in azienda e formerebbero i lavoratori trasferendo loro i risultati dell’analisi e indicazioni operative per l’adeguamento organizzativo e strutturale dell’azienda stessa.  Seguirebbe, per concludere il lavoro, un fase di monitoraggio e valutazione dell’operato post applicazione manuale “buone prassi”. Un ottimo progetto che stiamo per avviare, appena Inail ci darà l’avvallo. Crediamo sia necessaria la diffusione di modelli culturali sul tema “Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro” e che sia possibile solo attraverso una campagna sistemica e unitaria. Auspico che i nostri progetti contribuiscano in maniera significativa ad aumentare la consapevolezza nei lavoratori e nei datori di lavoro dell’importanza di una tema cruciale che concorre a  determinare la crescita e il prestigio delle nostre imprese.

  • ebiten nazionale
  • formazienda
  • fidicom asvifidi
  • fondo di assistenza sanitaria