mercoledì 03 giugno 2020

12-05-2020

Via ai nuclei ispettivi anti-Covid, Tazza: «Evitare atteggiamento sanzionatorio contro le imprese»

Dpcm del 26 aprile, partono i nuclei ispettivi anti Covid-19. Controlli nelle aziende, il caso di Cremona. Tazza: «Ripartire in sicurezza ma evitiamo atteggiamento sanzionatorio contro Pmi»




Sistema Impresa Asvicom ha partecipato nella mattina di martedì 12 maggio alla riunione in videoconferenza organizzata dalla Camera di Commercio di Cremona, e prevista dalla Prefettura di Cremona, in merito all’attivazione di uno specifico nucleo ispettivo anti Covid-19 che avrà l’obbiettivo di verificare all’interno delle aziende il rispetto delle misure di tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori.


Il nucleo ispettivo, che viene stabilito dal Dpcm dello scorso 26 aprile e che è dotato di un potere di intervento che può giungere fino alle sospensione delle attività, si avvale del contributo del Comando Provinciale dell'Arma dei Carabinieri, dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e dell'ATS Valpadana.


Nella riunione odierna, a firma del presidente della Camera di Commercio Gian Domenico Auricchio, è stato licenziato un documento comune in cui le categorie economiche cremonesi auspicano la costituzione di  comitato territoriale di coordinamento previsto dal punto 13 dell’Accordo del 24 aprile, la cui segreteria dovrà essere affidata alla Camera di Commercio e che avrà il compito di  condividere un protocollo territoriale finalizzato a diffondere buone prassi e azioni a presidio della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

 

«Il contenimento del contagio e la prevenzione dei focolai nei luoghi di lavoro – commenta il presidente di Sistema Asvicom Cremona Berlino Tazza – rappresentano un interesse prioritario per le aziende che si stanno rimettendo in moto e che vogliono attuare tutte le misure possibili per evitare ulteriori arresti dell’attività. C’è quindi, fin da subito, un pieno accordo in merito al fatto che la sicurezza debba essere un fattore determinante ai fini della ripartenza economica del territorio. Ma dobbiamo in ogni modo escludere un atteggiamento sanzionatorio e punitivo concedendo alle imprese, la gran parte delle quali sono Pmi, la possibilità di essere condotte per mano fino al conseguimento del traguardo. Si tratta di procedure impegnative, nuove e mai utilizzate in precedenza, e che molto spesso modificano radicalmente le abitudini dei lavoratori e dei consumatori. Serve quindi un periodo iniziale, celere ma in ogni modo possibile, che renda praticabile l’opera di adeguamento. Il comitato territoriale di coordinamento avrà la funzione di seguire passo dopo passo la situazione. Ma non basta. Le Pmi devono poter contare su un protocollo territoriale di prevenzione che faccia chiarezza sugli interventi da attuare e che non le tenga sistematicamente sotto lo scacco di sanzioni».

 

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