mercoledì 03 giugno 2020

SISTEMA IMPRESA

20-05-2020

Statuto dei Lavoratori, Tazza: «Testo fondamentale ma serve evoluzione»

I 50 anni dello Statuto, il presidente di Sistema Impresa: «La prima forma di democrazia si realizza nei luoghi di lavoro. Lavoriamo con Confsal per espandere i diritti dei lavoratori e la competitività delle imprese»




Lo Statuto dei Lavoratori compie 50 anni. La legge 300 del 1970 resta, nonostante le modifiche dell’ultimo decennio, un pilastro della normazione nell’ambito del diritto del lavoro.

 

«Lo Statuto dei lavoratori – commenta il presidente di Sistema Impresa Berlino Tazza – ha rappresentato indubbiamente una svolta per le relazioni industriali e la democrazia sindacale dando uno sbocco positivo ad una lunga stagione di lotte operaie finalizzate al riconoscimento dei diritti fondamentali dei lavoratori e della dignità del lavoro. Oggi molte cose sono cambiate negli assetti economici e nel mondo produttivo. Ma lo Statuto era ed è rimasto un testo legislativo esemplare per chiarezza e semplicità continuando a condizionare la cultura del lavoro nel nostro Paese».

 

Un’eredità che richiede però uno sguardo verso il futuro rinnovando progetti e obbiettivi sul piano pragmatico e degli ideali. «Il grande obiettivo – continua Tazza - è offrire una vera sicurezza economica e professionale ai lavoratori per tutto l’arco della loro vita consentendo alla forza lavoro di garantire un costante apporto di competenze per l’impresa a garanzia della sua competitività. In un contesto politico, economico e sociale complesso in cui l’Unione Europea mostra seri limiti nel sancire una strada comune per la ricostruzione delle economie più colpite dall’emergenza Covid-19 ed in cui il Governo stenta a concertare con gli enti locali risposte concrete per le imprese, i professionisti e i lavoratori Sistema Impresa intende dare un contributo vero alla ripartenza. Ma il rilancio nella nostra visione, prendendo spunto proprio dallo Statuto, non può che essere attuato attraverso una forte sinergia con il sindacato dei lavoratori Confsal. Una collaborazione che procede da tempo, che si conferma sempre di più innovativa nelle logiche e nelle proposte, e che si pone l’obbiettivo di gettare le basi per la crescita produttiva e democratica del Paese. La prima e più importante forma di libertà, infatti, si costruire nei luoghi di lavoro».

 

«Insieme a Confsal vogliamo essere protagonisti di una nuova tappa nelle relazioni industriali per dotare l’Italia di un sistema di welfare più equo e incisivo, di una formazione adeguata alle sfide digitali, di politiche attive che siano in grado di mettere i lavoratori nelle condizioni di maturare una piena occupabilità incrementando la competitività delle imprese.  Non abbiamo bisogno di leggi calate dall’alto per regolare il mondo del lavoro ed estendere le tutele a chi oggi ne è privo. Gli accordi contrattuali e interconfederali hanno garantito le migliori innovazioni per il mercato del lavoro. I negoziati di secondo livello hanno condotto la tutela dei diritti e la costruzione delle opportunità dove i diritti e le opportunità si generano, nel luogo di lavoro, rendendo le imprese più sicure, più innovative e più competitivite per concorrere con successo nell’economia globale».

 

«Confsal ha ideato il Fronte del Lavoro – continua Tazza – individuando con una scelta linguistica estremamente felice, piena di energia e di vigore, la possibilità di avviare una nuova fase del dialogo sindacale che sia all’altezza della sfida. È un’intuizione che risponde ad una necessità reale del Paese e che vogliamo condividere per tutelare l’eccellenza imprenditoriale del Centro-Nord e per trasformare il Mezzogiorno in un avamposto della modernità e dell’imprenditorialità. Prima, però, devono essere garantite alcune premesse fondamentali: lo sblocco delle infrastrutture, la sburocratizzazione, la sostenibilità ambientale, l’innovazione, la ricerca, la diffusione della banda larga, la promozione di modelli di lavoro agile, la sistematizzazione su vasta scala di tutte le opportunità offerte dall’ammodernamento tecnologico».

 

«Chiediamo al governo – conclude il presidente di Sistema Impresa - una reale partecipazione ai processi decisionali. Al Paese deve essere consentito l’accesso al Green New Deal sostenendo la transizione digitale del sistema produttivo nazionale attraverso progetti di formazione, riconversione e riqualificazione. È necessario attivare un cammino di sviluppo superando le logiche assistenziali e ricostruendo un tessuto produttivo frammentato e sfibrato dalle lunghe crisi nelle quali non sono stati realizzati gli investimenti capaci di sostenere l’occupazione e la produzione in risposta allo scenario di grande cambiamento sul piano tecnologico. Nell’era dell’automazione, dell’intelligenza artificiale e della globalizzazione il ritmo di obsolescenza delle tecniche applicate è diventato rapidissimo. La sicurezza economica e professionale delle persone può essere resa praticabile soltanto dall’implementazione di una rete capillare ed efficiente di servizi negli ambiti dell’informazione, dell’orientamento, della formazione, dell’assistenza alla mobilità. C’è moltissimo da pianificare e costruire insieme per tornare ad impossessarci stabilmente della dimensione della crescita attuando una espansione dei diritti materiali e ideali».

 

«Nei precedenti passaggi – conclude Tazza – ho individuato alcuni dei temi che dovranno costruire il ‘nuovo paradigma’ produttivo e valoriale del XXI secolo. Si obietta anche, e non a torto, che se il lavoro viene meno i servizi serviranno a ben poco. Ma la domanda di lavoro c’è e permane nonostante le difficoltà oggettive e gli errori commessi per inadempienza assumendo forme inedite che spiazzano i normali percorsi di reclutamento su base scolastica e aziendale. In Italia, alla fine del 2019, sono state censite un milione e duecentomila posizioni di skill shortage. Si tratta di situazioni in cui le imprese non riescono ad intercettare nel mercato del lavoro le figure idonee per ricoprire le mansioni richieste. Non è dunque il lavoro che viene a mancare ma sono i tragitti finalizzati a sovrapporre positivamente la domanda e l’offerta per consentire a centinaia di migliaia di persone di rispondere in modo affermativo alla ricerca di personale qualificato e specializzato che emerge dal mondo delle imprese. L’impegno di Sistema Impresa è lavorare insieme a Confsal perché l’incontro possa essere realizzato puntando ad esprimere tutte le potenzialità della straordinaria forza creativa che appartiene alle aziende e ai lavoratori del Made in Italy».

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