lunedì 30 novembre 2020

SISTEMA IMPRESA

26-10-2020

Bar e ristoranti chiusi alle 18, Tazza: "Massacrano il settore"

Dpcm 24 ottobre, la reazione di Sistema Impresa. Tazza: "Non c'è strategia da parte del governo, imprese nel baratro". Il punto su commercio e trasporti




La confederazione nazionale Sistema Impresa prende posizione contro il Dpcm del 24 ottobre varato dal governo Conte a causa delle misure eccessivamente restrittive che colpiscono bar, ristoranti e pubblici esercizi.


“Così come stato definito nella redazione finale, nonostante i tentativi di dialogo e di negoziazione avanzati dalle categorie economiche, il Dpcm ha assunto una forma punitiva e rappresenta un accanimento contro un settore che è stato letteralmente massacrato dalla crisi del Covid” commenta il presidente nazionale di SI Berlino Tazza.

 

“Credo che non sia utile ne’ responsabile ordinare la chiusura dei locali pubblici alle 18 senza contestualmente dare una risposta chiara, organica e subitanea sul fronte dei ristori prevedendo interventi finanziari a fondo perduto, moratorie sui temi del fisco e del credito, agevolazioni concrete ed immediate per rendere sostenibili gli affitti commerciali” continua Tazza.

 

“Il ministro dell’Economia Gualtieri ha annunciato che il governo provvederà tramite l’Agenzia delle Entrate ad erogare le risorse entro metà novembre salvaguardando l’esistenza del comparto ma sappiamo che nel recente passato le misure dell’esecutivo hanno fallito in merito alla tempistica. La verità è che ormai siamo in un regime non di semi-lockdown come seguitano a dichiarare gli esponenti della politica nazionale ma di completo lockdown con la differenza che i limiti e le costrizioni sono totalmente a carico di bar, ristoranti e pubblici esercizi. il risultato è che il commercio e il terziario sono in ginocchio. Oltre 50mila imprese sono a rischio di chiusura. I provvedimenti dell’esecutivo invece di sostenere chi è in difficoltà sembrano spingere le aziende e i loro dipendenti verso il baratro di una crisi irreversibile”.

 

“Siamo fermamente convinti - conclude il presidente nazionale di SI - che i bar e i ristoranti non contribuiscano alla crescita del contagio ma piuttosto ci appare evidente che siano i trasporti pubblici l’anello debole del sistema di prevenzione. lo scenario quotidiano delle maggiori città italiane illustra una situazione in cui i mezzi della metropolitana e gli autobus risultano terribilmente affollati. Lo stesso accade nei treni regionali frequentati dai pendolari. Sono questi luoghi in cui avviene il contagio. Prima integriamo il sistema dei trasporti con i mezzi privati e prima saremo in grado di difenderci dai pericoli derivanti dalla gestione attuale del trasporto pubblico in ambito locale”.

 

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