mercoledì 28 luglio 2021

SISTEMA IMPRESA

26-01-2021

Sistema Impresa e la riforma degli ammortizzatori sociali

Il presidente Berlino Tazza: “Atto preliminare è il rispetto dell’articolo 39 della Costituzione. Il versamento unificato EBNA/FSBA unitamente all’impossibilità di versare al Fondo d’Integrazione Salariale (FIS) costituisce una violazione della




La crisi del Covid 19 ha mostrato l’urgenza di intervenire in materia di ammortizzatori sociali con un progetto di riforma. Nella prospettiva di Sistema Impresa una corretta analisi del problema può essere impostata solo prendendo in esame due ordini preliminari di considerazioni.

Preliminarmente si ritiene inderogabile verificare se sussistono, nel contesto attuale, le condizioni di rispetto dei principi di libertà sindacale secondo l’articolo 39 della Costituzione. Un punto, questo, che risulta tuttora compromesso dalla presenza di due gravi anomalie innescate dalla legge 92/2012 (Riforma Fornero) e, successivamente, dal D.lgs. n. 148/2015 che hanno previsto l'istituzione dei Fondi di Solidarietà Bilaterali Alternativi in riferimento ai settori dell'artigianato e della somministrazione di lavoro.

In particolare le irregolarità si ravvisano nella correlazione tra il contributo unificato per l’adesione al FSBA non scindibile, per volontà delle Parti sociali costituende, da quello che determina l’iscrizione all’EBNA (Ente Bilaterale Nazionale Artigianato) e, simultaneamente, nell’impossibilità di un datore del comparto artigiano di versare al Fondo di Integrazione Salariale (FIS) presso l’INPS alternativamente al FSBA.

Come sottolineato da Sistema Impresa nell’istanza di interpello presentata al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in data 18 aprile 2017, nel successivo sollecito del 19 luglio 2019 e nella comunicazione inviata al ministro del Lavoro Nunzia Catalfo il 18 novembre 2020 l’obbligo del versamento del cd “contributo unico” a EBNA/FSBA unitamente all’impossibilità di versare al Fondo d’Integrazione Salariale (FIS) rende incompleto e, pertanto, difficilmente applicabile un qualsiasi altro CCNL del comparto artigiano sottoscritto da altre OO.SS. diverse da quelle dell’EBNA.

Il versamento unificato configura dunque una situazione discriminatoria che lede fortemente il diritto alla libertà sindacale e che, nello specifico, colpisce direttamente la confederazione Sistema Impresa. Questa infatti conta un numero considerevole di imprese artigiane, ad esempio nel settore NCC, e ha attivato con Confsal, Fesica Confsal e Confsal Fisals l’Ente Bilaterale del Terziario EBITEN con lo scopo di fornire legittimamente i servizi propri della bilateralità contrattuale nei c.c.n.l. idonei a tutelare le aziende e i lavoratori dell’artigianato.

Le maggiori criticità emergono nell’ipotesi in cui le imprese artigiane pur applicando il c.c.n.l. che individua l’EBITEN e aderendo all’ Associazione datoriale dello stesso, quindi Sistema Impresa, si ritrovano iscritte anche all’EBNA e non solo all’EBITEN in seguito all’obbligatoria adesione al FSBA.

L’effetto distorsivo introduce un iniquo monopolio che viola apertamente i principi espressi anche nella circolare n. 43 del 15 dicembre 2010, firmata dall’allora ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi, e che in merito al versamento dei contributi agli enti bilaterali stabilisce la non obbligatorietà dell’iscrizione quale atto di “coerenza con i principi e le disposizioni previste dalla carta costituzionale in materia di libertà associativa e, segnatamente, di libertà sindacale negativa, nonché con i principi e le regole del diritto comunitario della concorrenza”.

Se a questa incongruenza si somma l’abbinamento dell’impossibilità di scindere la quota FSBA e la quota EBNA con l’impossibilità di versare al FIS invece che al Fondo di Solidarietà bilaterale alternativo per l’artigianato, come ha ribadito lo studio legale Ichino – Brugnatelli e Associati nel parere pervenuto in data 1 giugno 2018, si manifesta una ulteriore e ancora più grave lesione dell’articolo 39 della Costituzione.

In conclusione o è illegittima la richiesta di «contributo unico», o è illegittimo escludere dal «FIS» le imprese artigiane che non applicano il c.c.n.l. che individua l’EBNA. Sistema Impresa intende dunque far valere l’articolo 39 della Costituzione richiedendo l’abolizione del versamento unificato di FSBA-EBNA e/o la possibilità di versare alternativamente al Fondo di integrazione salariale (FIS).

Si vuole altresì sottolineare come un efficace aggiornamento degli ammortizzatori sociali non possa sottrarsi dalla transizione da un modello difensivista ad un paradigma più propedeutico al reimpiego. La Naspi deve essere riformulata. In assenza di un vero percorso formativo il lavoratore non può che rimanere in balia della rete pubblica degli uffici di collocamento che si è dimostrata incapace di intercettare i fabbisogni del mondo produttivo. La debolezza strutturale del pubblico risiede anche in un eccesso di frazionamento decisionale e rilancia necessariamente il ruolo degli operatori privati. È da stabilire infine con urgenza l’unificazione e l’universalizzazione delle molteplici versioni delle azioni includendo in modo permanente i lavoratori autonomi e indipendenti mettendo a regime quanto accaduto nel corso della crisi indotta dalla pandemia.

 

Berlino Tazza

Presidente di Sistema Impresa

  • ebiten nazionale
  • formazienda
  • fidicom asvifidi
  • fondo di assistenza sanitaria