giovedì 15 aprile 2021

SISTEMA IMPRESA

18-03-2021

Ristorazione e pubblici esercizi, via libera al servizio mensa in convezione con le imprese

Tazza: «Un’opportunità da considerare per i ristoratori»




Per le aziende della ristorazione, costrette alla chiusura dalle diposizioni in vigore nelle zone rosse e arancioni, si apre un’opportunità di lavoro: è possibile svolgere la propria attività come servizio mensa e catering dopo la stipula di un’apposita convenzione con l’impresa mediante un contratto di appalto che preveda la somministrazione di pasti ai dipendenti.

 

Come precisato nella Circolare del Ministero dell’Interno n. 15350/117/2/1 del 6 marzo 2021, come già previsto dai precedenti DPCM, “le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, purché svolte in osservanza delle generali misure anti-contagio. Al riguardo, in forza di tale disposizione, le attività in questione possono essere svolte, nel rispetto della legislazione vigente in tema di attività produttive, anche da quei pubblici esercizi che instaurino un rapporto contrattuale con un’azienda, ai fini dell'erogazione del servizio in favore dei relativi dipendenti”.

 

La circolare specifica che “al fine di agevolare gli organi accertatori nella verifica della sussistenza delle condizioni richieste per l'esercizio dell'attività di mensa o di catering continuativo, che a cura dell'esercente sia resa disponibile in pronta visione copia dei contratti sottoscritti con le aziende, nonché degli elenchi nominativi del personale preventivamente individuato quale beneficiario del servizio” e che ”diversamente, non si ritiene consentita, in quanto non riconducibile alle succitate attività di mensa o catering continuativo, la possibilità per il titolare di partita IVA o libero professionista di instaurare con un pubblico esercizio un rapporto contrattuale di somministrazione al tavolo di alimenti e bevande, non essendo in questi casi configurabile un connotato indefettibile del servizio di mensa o catering, rappresentato dalla ristorazione collettiva”.

 

Ai fini di semplificare le procedure amministrative in capo alle imprese, stante la contingente situazione emergenziale, nonché di fornire un orientamento univoco a tutti i comuni della Lombardia in merito a quanto in oggetto, ATS comunica che l'esercizio dell'attività di mensa o di catering continuativo da parte dei pubblici esercizi già titolati allo svolgimento di attività di somministrazione di alimenti e bevande può essere svolto, per tutto il periodo dell’emergenza sanitaria, a seguito di una preventiva comunicazione al Comune (pertanto senza presentazione di un’ulteriore SCIA) e senza necessità di integrazione dei codici ATECO.

 

«In un quadro ancora così incerto anche per il comparto – commenta Berlino Tazza, presidente di Sistema Impresa -  consigliamo ai ristoratori e ai pubblici esercizi che sono nella condizione di attuarlo di considerare questa modalità di lavoro. Siamo di fronte ad una soluzione “tampone” e transitoria per la categoria che permette di resistere pur nella difficoltà. Auspichiamo che la soluzione provvisori possa portare qualche beneficio alle imprese della ristorazione costrette alla chiusura da troppo tempo. Resta inteso che l’obiettivo, anche a fronte della campagna vaccinale destinata ad accelerare come ribadito proprio oggi dal premier Draghi, è la riapertura di tutte le attività».




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