giovedì 09 dicembre 2021

SISTEMA IMPRESA

15-10-2021

Sistema Impresa Lombardia al Tavolo per la competitività di Regione Lombardia

Tazza: «Strategia regionale sostiene rilancio delle Pmi»




L’economia italiana sta vivendo un periodo di evidente ripresa con un tasso di crescita di quasi il 6% secondo le stime Ocse. Una tendenza che si sta rivelando superiore rispetto alle previsioni risalenti al periodo precedente l’estate. Un contesto nazionale nel quale spicca il sensibile rilancio del sistema imprenditoriale lombardo che già alla fine del 2022 dovrebbe raggiungere nuovamente livelli pre-Covid. Un risultato che può essere condizionato negativamente solo dall’insorgere di problematiche inedite e strutturali quali la difficoltà di reperire le materie prime strategiche per le aziende. Un aspetto problematico che finora non ha compromesso il tragitto della ripartenza avviata con forza dopo la fase più acuta della crisi ma che rischia di ripercuotersi a breve sui mercati al punto da generare inattesi cali di fiducia da parte delle imprese, del manifatturiero e dei servizi. Resta il fatto che l’economia lombarda continua a trainare il cammino di ripresa del Paese e necessita, ora più che mai, di un pacchetto di iniziative finalizzate a fornire il massimo sostegno all’attività attività imprenditoriali per salvaguardare il livello di ricchezza e la tenuta occupazionale dei territori. Un tema, quello delle politiche di sviluppo regionali, che è stato ampiamente dibattuto nell’ultima sessione di lavoro del Tavolo per la competitività delle Imprese di Regione Lombardia alla quale ha partecipato in quanto membro permanente la federazione lombarda di Sistema Impresa rappresentata dal presidente Berlino Tazza. Ecco che cosa ci ha detto nell’intervista. 

 

Presidente, quali sono i rischi e le soluzioni riconducibili alla crisi degli approvvigionamenti? 

 

«C’è un problema relativo alla maggiorazione dei costi delle commodities energetiche e non energetiche che sta mettendo in difficoltà le imprese di ogni scala dimensionale, dal piccolo artigiano al grande gruppo, e che richiede certamente una immediata attenzione da parte del governo nazionale che è deputato ad intervenire per fronteggiare la carenza ed i costi eccessivi delle materie prime tramite l’applicazione di misure di sostegno studiate appositamente. Sono certo che il presidente Draghi non mancherà di mettere mano all’agenda governativa per supportare i livelli competitivi del sistema produttivo nazionale».  

 

Quale può essere il ruolo del Tavolo per la competitività di Regione Lombardia nella fase della ripartenza economica?  

«I territori lombardi stanno esercitando il ruolo di propulsori e di realtà capaci di stimolare le forze più dinamiche e intraprendenti del Paese. La giunta Fontana con particolare riferimento all’assessorato allo sviluppo economico amministrato da Guido Guidesi,  responsabilmente, sta mettendo in campo una serie di misure che hanno proprio l’obiettivo di sostenere la ripresa premiando le imprese che più di altre sono disposte ad investire in un quadro operativo coerente con gli obiettivi contenuti all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: ammodernamento tecnologico delle produzioni, sostenibilità industriale e coesione sociale. Il Tavolo per la competitività delle Imprese Lombarde si è occupato recentemente di definire il programma di azione in riferimento ai bandi approvati, alle misure in approvazione e alle iniziative che sono in corso di elaborazione. Si tratta di uno scenario ampio e articolato che ha la missione di promuovere il mix migliore di investimenti pubblici e privati mettendo così le imprese nelle condizioni di dare seguito alle strategie di espansione e di recupero delle quote di mercato andate perdute durante il lockdown». 

 

Quali sono le azioni che giudica strategiche? 

«Il bando denominato ‘Investimenti per la ripresa’ è strettamente rivolto alle piccole medie imprese con l’obiettivo di promuovere investimenti che siano coerenti con la transizione digitale, green e con l’incremento della sicurezza nei luoghi di lavoro per disinnescare il pericolo delle varianti del Covid. Il contributo a fondo perduto può giungere fino a 40.000 euro ed il meccanismo scelto per l’erogazione coincide con il procedimento valutativo a sportello. Il bando SI 4.0 punta invece a sostenere i progetti innovativi nati con la volontà di effettuare sperimentazioni e prototipazioni per immettere nel mercato prodotti e servizi in sintonia con i criteri e le dinamiche dell’impresa 4.0. In questo caso le camere di commercio sono chiamate a svolgere un ruolo importante sul piano della condivisione delle risorse e del coordinamento. Un’ulteriore conferma della centralità degli enti camerali che viene ribadita ogni volta che si verifichi la necessità di calare nelle realtà locali misure importanti con lo scopo di sovrapporre la tradizione delle eccellenze territoriali con i nuovi stimoli connessi alle policies regionali e nazionali. Ma ci sono altre misure che meritano di essere colte con tempismo dal mondo imprenditoriale”. 

 

Per esempio?  

«Il ‘Bando nuova impresa’ ha il merito di concentrarsi sul settore del commercio e del terziario sviluppando nuove opportunità di ricollocamento. Anche qui la forma di sostegno individuata è il contributo a fondo perduto che viene erogato ai beneficiari dalla Camera di Commercio competente territorialmente. È stata poi istituita una corsia preferenziale nei termini dell’accompagnamento e dell’assistenza ai fini dello sviluppo dell’investimento per tutti quei progetti locali inerenti aree edificabili, edifici, interventi di riqualificazione e di sviluppo urbano. Ma sul piano delle risorse è decisamente più impattante la misura Arest che apre alla formula del partenariato pubblico e privato con una dotazione finanziaria di 75 milioni di euro nel periodo 2022-2023 e che prevede un cofinanziamento regionale. Ogni proposta può giungere ad un tetto massimo di due milioni di euro». 

 

Il commercio rimane l’anello debole nella fase della ripartenza.  

«Purtroppo è il settore che più fatica ad agganciare i trend di recupero. Ma qui bisogna agire su un doppio canale. Da un lato è indispensabile procedere sulla strada dei ristori per attivare liquidità iniettando capitale nella rete delle Pmi che operano nei comparti più penalizzati dalla crisi pandemica e che non riescono ad acquisire credito senza una garanzia pubblica. Si tratta del ‘Fondo Confidiamo nella ripresa’ con una copertura che si estende fino al 100% dell’importo di ogni singolo finanziamento con limiti che vanno dai 20mila euro ai 100mila euro. La ristorazione e il commercio si configurano come gli ambiti imprenditoriali che più coerentemente possono ricevere gli interventi di ristoro consistenti in un pacchetto di aiuti molto articolato: finanziamento a medio termine, una garanzia regionale e contributi a fondo perduto pari a 60 milioni di euro. Sono in via di definizione, inoltre, il bando per le attività storiche e il bando per i Distretti del Commercio, i Duc, che seguitano ad essere i propulsori delle strategie di rilancio dei centri urbani e delle reti commerciali locali». 

 

E per i professionisti sono previste azioni di sostegno?

«Regione Lombardia ha predisposto ‘Credito Adesso Evolution’ che sta per ricevere un aumento dei plafond dei finanziamenti pari a 300 milioni di euro e che vuole finanziare il fabbisogno di capitale dei liberi professionisti e degli studi associati. Si tratta di un segmento di operatori economici che è stato fortemente colpito dalle dinamiche della crisi indotta dalla pandemia. Le misure che sono state oggetto di discussione e definizione nel Patto per lo Sviluppo vanno quindi ad interessare ognuna delle componenti strategiche della capacità produttiva lombarda anche in riferimento ai servizi e al terziario avanzato. Lo stesso ambito dell’internazionalizzazione, cruciale nella dimensione attuale dell’economia mondiale che è ormai sistematicamente integrata, viene ad essere stimolato attraverso il protocollo con Ice - Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane. Una collaborazione che vuole facilitare la penetrazione delle imprese lombarde nei mercati esteri a partire da un programma formativo di qualificazione e riqualificazione delle competenze e dal contestuale potenziamento dei canali dell’E-Commerce. Un punto, quest’ultimo, che reputo assolutamente primario perché si possa attuare una ripresa più sostanziosa e duratura dell’economia regionale mossa dalla necessità di rivitalizzare la domanda interna sfruttando pienamente la leva dell’export».

 

Come valuta il lavoro svolto dal Tavolo per la competitività e dal Patto per lo Sviluppo?

«Se la Lombardia sta primeggiando in Italia e in Europa dimostrando una prontezza ed una imprenditorialità efficace è perché il tessuto delle aziende ha saputo nuovamente ingranare dopo il blocco della crisi. Il merito va quindi agli imprenditori e ai lavoratori. Ma i dati economici rivelano anche una governance delle politiche pubbliche efficiente che ha proprio, a mio avviso, nel Patto dello Sviluppo un’eccellente modalità di espressione in quanto luogo aggregante, concertativo, partecipato, capace di costruire strategie realistiche sulla base di un confronto proficuo tra il mondo delle istituzioni, il mondo del lavoro, dell’impresa, del credito e della ricerca».  

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