sabato 28 maggio 2022

SISTEMA IMPRESA

16-12-2021

“Sarà l’anno della svolta”

Sistema Impresa, il presidente Berlino Tazza: “Ripresa possibile ma occorre una strategia”




Green pass, la tenuta dei consumi e del commercio, le strategie di rilancio territoriale, il giudizio sulla manovra finanziaria e sulla necessità di portare a termine la realizzazione degli investimenti e delle riforme del Pnrr. Il presidente di Sistema Impresa Berlino Tazza interviene su alcune delle tematiche prioritarie per l’economia nazionale, consapevole che tutti gli sforzi imprenditoriali e istituzionali devono avere come obbiettivo comune la costruzione delle condizioni per una ripartenza nel corso del 2022. Ecco che cosa ci ha detto nell’intervista.

 

In Italia grazie a vaccini e green pass l'emergenza sanitaria appare sotto controllo consentendo l'apertura di tutte le attività. Quali sono le aspettative dei commercianti?
L’aumento dell’Rt, per questa settimana ancora sotto la soglia critica di 1.2, preoccupa il settore. I commercianti ed i ristoratori hanno atteso con ansia il periodo prefestivo con l’augurio di poter, almeno in parte, recuperare le quote di fatturato perse negli ultimi due anni. Hanno investito e sono giunti entusiasti all’appuntamento del Natale. Molti di loro hanno contributo più che volentieri alle spese per addobbare con luminarie e decori i centri storici così da rendere più attrattive le nostre città. Tuttavia il timore di eventuali nuove chiusure si sta facendo strada in queste settimane. Il governo per ora non si pronuncia e sembra che la situazione sia destinata ad evolvere nel modo sperato. Ma non posiamo dirci totalmente al sicuro e alcune regioni sono prossime alla zona gialla. Non possiamo non considerare però che il preoccupante aumento dei casi e il dilagare della nuova variante abbiamo un peso recessivo incidendo negativamente sull’umore dei consumatori e quindi sugli acquisti. I commercianti si appellano al buon senso e al ricorso al Super Green Pass. Il Natale rappresenta una vera e propria opportunità per un settore lungamente colpito dalla crisi. Auguro a tutti loro un Natale all’insegna del lavoro e della ricompensa per tutti gli sforzi sostenuti. Rivolgo un appello soprattutto ai consumatori: scegliete le botteghe delle vostre città per i regali natalizi e orientatevi sulla qualità piuttosto che sulla quantità. Sosteniamo i nostri commercianti che, con le loro attività, rappresentano veri e propri presidi sociali dei centri storici.

 

Come hanno impattato il caro prezzi e l’inflazione sul commercio?
Stiamo assistendo ad un pericoloso rincaro delle materie prime che continuerà a condizionare il prezzo del prodotto finale dei prodotti e dei servizi. Così come i consumatori hanno avvertito l’incremento delle bollette, del costo di pane, pasta e altri generi alimentari, dei trasporti, della benzina e di alcuni prodotti come scarpe e vestiti, gli imprenditori associati ci hanno segnalato importanti aumenti delle materie prime, per esempio dell’energia elettrica, che hanno fatto segnare circa il 35% in più rispetto ai mesi precedenti. La fornitura di energia è un costo che va necessariamente sostenuto da parte di tutte le attività produttive. Un incremento vistoso e ingiustificato come è quello in corso non può che riflettersi sui prezzi di vendita. Sicuramente l’inflazione inciderà sulla spesa media destinata al Natale da parte delle famiglie italiane. Di fatto una contrazione della domanda interna è già in atto. Si prevede un arretramento del 2% della spesa rispetto al 2020 che pure si era dimostrata essere una  pessima annata a causa della pandemia.  

 

In merito alle criticità tracciamo un bilancio del 2021 rispetto al 2020.
La crisi del Covid ha generato una riduzione consistente delle vendite per quanto riguarda i negozi di vicinato con particolare riferimento alle attività operanti nei settori dell’abbigliamento, della pelletteria e delle calzature. Ristorazione e pubblici esercizi hanno subìto un calo meno gravoso grazie alla possibilità di effettuare il servizio delivery durante i periodi di interruzione. La riapertura dei ristoranti, peraltro, è avvenuta con sensibile ritardo rispetto ad altre attività. Il comparto del turismo, conseguentemente, ha risentito della situazione. L’estate appena trascorsa ha evidenziato una tendenza migliorativa ma ci vorranno anni prima che il valore dei flussi di visitatori ritorni ai livelli pre-Covid.  La campagna vaccinale ha favorito nei mesi scorsi il totale ripristino delle attività commerciali avviando una ripresa che, però, non ha ancora influito in maniera determinante sul bilancio generale. In termini di ricavi e fatturato l’ambito del commercio non ha conosciuto una stabilizzazione nella ripartenza ma seguita a manifestare problematiche rilevanti. Ciò che funziona è la continuità lavorativa che, sulla base dei due anni precedenti, è apparsa un traguardo importante per la categoria.  Ci auguriamo tutti non si debba arrivare a chiudere di nuovo le imprese.

 

Come valuta l'operato del Governo Draghi?
In linea con le aspettative. La scelta di affidarsi ad una figura autorevole e qualificata era doverosa. Ritengo che la grande sfida che attende ora il Governo Draghi sia nel licenziare una Manovra equa, capace di sostenere le famiglie in grave difficoltà, di salvare i consumi e di creare opportunità di lavoro qualificato per le persone e di crescita per le aziende. Il primo passaggio, a mio avviso strategico, deve consistere nell’ arresto tempestivo degli aumenti delle bollette energetiche. Solo così è possibile evitare le impennate che rischiano di mettere in ginocchio intere famiglie. Dobbiamo scongiurare il crollo definitivo dei consumi. Su questo punto centrale bisogna intervenire con una serie di misure compensative che siano in grado di non penalizzare l’azione delle nostre aziende rispetto ai competitor internazionali. Non dimentichiamoci che la fase attuale oltre a comprendere la coda di una crisi sicuramente dura e difficile sta mostrando, fortunatamente, alcuni fenomeni positivi e di vitale importanza in materia economica. Mi riferisco alla crescita costante del Pil che ci colloca al vertice delle prestazioni fornite dai paesi che fanno parte dell’Unione europea e che in ambito internazionale ci vede secondi solamente dopo la Cina. Allo stesso tempo la grande reattività dimostrata dal sistema imprenditoriale italiano può contare sull’enorme dotazione finanziaria erogata dal Recovery Plan. Capacità di ripresa e di affermazione nei mercati insieme alle risorse straordinarie concordate con Bruxelles per la ripartenza fanno intravedere una generale possibilità di successo davanti alla crisi.

 

Come valuta i contenuti della Manovra di Bilancio?
Poco meno della metà delle risorse della manovra sono destinate ad interventi di riduzione fiscale. Un aspetto sicuramente positivo. È di qualche giorno fa la notizia che salirebbe da 600 a 785 milioni la dote riservata ai correttivi della manovra. Un nodo che riteniamo importante da sciogliere riguarda l’ipotesi di un nuovo rinvio delle cartelle esattoriali. Si tratta di una misura necessaria per le Pmi e i professionisti che hanno dovuto fronteggiare due anni duri e drammatici. Tra le ipotesi al vaglio c’è anche la possibilità di sospendere per altri sei mesi nel 2022 la Tosap-Cosap, la tassa per l’occupazione del suolo pubblico, che a nostro avviso richiede un intervento non solo di rinvio ma di definitivo ridimensionamento. Consideriamo in ogni caso l’opzione di buon senso. Bisogna dare ossigeno ai titolari di pubblici esercizi per incentivare la frequentazione dei centri urbani. Il rinnovo dei principali bonus edilizi sembra ormai certo. Anche in questo caso auspichiamo venga tolto il tetto Isee. Ciò che certamente va riconsiderato è una quota di compensazione per coprire l’aumento inerente le materie prime. Servono risorse da destinare al “caro bollette”. È necessario contrastare l’inflazione che rischia di compromettere il potere d’acquisto delle famiglie indebolendo intere categorie merceologiche. Commercio, turismo e servizi, per esempio, sarebbero nuovamente e pesantemente penalizzate. Non possiamo permettercelo se vogliamo salvaguardare una fetta considerevole e strategica dell’economia territoriale.

 

Quali sono le aspettative rispetto al 2022?
La meta da raggiungere è un celere ritorno alla normalità. Le sfide che attendono le nostre imprese sono molte. Gli imprenditori lo sanno e sono preparati. C’è consapevolezza e voglia di tornare a crescere e a competere. I temi sui quali dobbiamo investire sono molti: formazione e politiche attive per il lavoro, sicurezza e innovazione, digitalizzazione e internazionalizzazione. Dobbiamo mettere le imprese nella condizione di farlo.  Un quadro che richiede un governo autorevole e di largo respiro nel quale non ci sia posto per lotte faziose. A mio avviso Draghi deve continuare il suo operato facendo bene attenzione a mantenere gli obiettivi posti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Riforme, investimenti e azioni di sviluppo devono tradursi nella realtà. È il momento di dare continuità ai progetti contenuti nel documento e proseguire nella direzione intrapresa. Dobbiamo superare e vincere la crisi. Il 2022 dovrà essere l’anno della ripartenza per costruire un Paese più forte, unito e solidale.

 

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