venerdì 25 settembre 2026

SISTEMA IMPRESA

14-09-2026

Conciliazione lavoro-famiglia: al via l’esonero contributivo per le imprese certificate

Il commento dell'avv. Bellino Elio Panza, Presidente di Sistema Impresa




Conciliazione lavoro-famiglia: al via l’esonero contributivo per le imprese certificate

 Il decreto attuativo del 10 settembre 2026 il Ministero del Lavoro ha definito requisiti e procedure per accedere al beneficio introdotto dal Decreto Lavoro per le imprese che adottano politiche strutturate di conciliazione tra vita familiare e lavoro.

 La conciliazione tra vita familiare e attività lavorativa è sempre più centrale nelle politiche del lavoro e nella competitività delle imprese. Il d.l. 30 aprile 2026, n. 62, convertito dalla l. 25 giugno 2026, n. 112, ha introdotto una misura di sostegno per le aziende che adottano strumenti e modelli organizzativi orientati alla maternità, alla paternità e alla gestione dei carichi di cura.

 L’art. 6 prevede, per il 2026, 2027 e 2028, un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro fino all’1 % e nel limite massimo di 50.000 euro annui per azienda, per le imprese in possesso delle certificazioni previste. Il decreto del 10 settembre 2026 ne ha definito requisiti e procedure di accesso.

 La disciplina si collega alla UNI/PdR 192:2026, che introduce un sistema strutturato per la gestione della conciliazione attraverso requisiti verificabili e indicatori relativi, tra l’altro, a genitorialità, carichi di cura, flessibilità organizzativa e welfare aziendale. La certificazione ha validità di 36 mesi.

 L’obiettivo non è soltanto l’incentivo economico, ma l’evoluzione dei modelli organizzativi. La certificazione valorizza interventi che vanno dalla flessibilità del lavoro al sostegno alla maternità e alla paternità, dal welfare familiare alle misure per chi ha responsabilità di cura, fino alle politiche per la continuità professionale dopo i congedi.

 L’esonero è riconosciuto nei limiti delle risorse stanziate: 7 milioni di euro per il 2026 e 12 milioni per ciascuno degli anni 2027 e 2028. L’agevolazione è riparametrata e applicata su base mensile, mentre resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.

 La misura assume rilievo anche per la permanenza nel mercato del lavoro. Le difficoltà di conciliazione possono incidere sulle scelte occupazionali e sulla continuità delle carriere, in particolare sulla partecipazione femminile. Modelli organizzativi più flessibili e attenti alle esigenze familiari possono quindi aiutare le imprese a trattenere competenze e valorizzare il capitale umano.

 Sistema Impresa sostiene da tempo che la conciliazione tra lavoro e famiglia non possa essere considerata soltanto una misura di welfare, ma debba rappresentare una componente strutturale delle politiche organizzative delle imprese. Si tratta di una posizione consolidata della Confederazione, tanto più rilevante in una fase nella quale la disponibilità di competenze e la capacità di attrarre e trattenere i lavoratori costituiscono fattori decisivi per la competitività del sistema produttivo.

 “L’introduzione di un incentivo contributivo collegato a una certificazione specifica rappresenta un passo importante perché riconosce concretamente il valore delle imprese che investono nella qualità dell’organizzazione del lavoro. È necessario, tuttavia, che la misura sia accompagnata da procedure semplici, tempi certi e strumenti accessibili anche alle piccole e medie imprese”, è quanto afferma il Presidente, Avv. Bellino Elio Panza.

 Secondo Panza, “sostenere la maternità, la paternità, la genitorialità e le esigenze di cura significa creare condizioni nelle quali il lavoro e la vita familiare possano essere conciliati senza che l’una debba necessariamente essere sacrificata a favore dell’altra. La sfida è trasformare questi principi in modelli organizzativi concreti, misurabili e realmente fruibili dai lavoratori”.

 L’accesso all’esonero avverrà attraverso una procedura telematica presso l’INPS, secondo termini e modalità operative individuati dall’Istituto. La misura potrà essere riconosciuta per il periodo di validità della certificazione e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2028.

 La nuova disciplina può rafforzare una concezione dell’impresa nella quale produttività, qualità del lavoro, welfare e responsabilità sociale siano elementi complementari di un unico modello organizzativo.

 La conciliazione vita-lavoro può così diventare uno strumento concreto per sostenere la natalità, favorire la partecipazione al mercato del lavoro e contribuire ad ambienti professionali più inclusivi e sostenibili.

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